Comuni e territori: il Governo rilancia il sostegno agli enti locali

Nel corso della 42ª Assemblea nazionale dell’ANCI, tenutasi a Bologna, la rappresentanza del Governo, ed in primis il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha ribadito con forza quanto i Comuni rappresentino «l’Istituzione di prossimità» capace di raccogliere le istanze quotidiane dei cittadini e mantenere viva la connessione tra territorio e istituzioni.
Definendo i sindaci «la prima fila dell’impegno politico», si riconosce un lavoro prezioso per la Nazione che non conosce pause e comporta attenzioni e responsabilità.
Nei tre anni di Governo Meloni sono state messe in campo iniziative importanti, oggi confermate nella legge di bilancio 2026.
La notizia più importante è che per la prima volta dopo anni, nella legge di bilancio 2026 non sono previsti nuovi tagli al comparto degli Enti locali. E’ previsto un sostanzioso incremento del fondo per i minori affidati da 100 a 250 milioni di euro e il contributo, ormai costante in bilancio, di 60 milioni per i centri estivi.
E’ stata accolta la proposta di Fratelli d’Italia per l’ampliamento del fondo perequativo verticale e introdotta maggiore flessibilità sulle rigidità del Fondo crediti di dubbia esigibilità per consentire ai Comuni una maggiore libertà di spesa corrente pur nel rispetto dei vincoli europei.
E’ in fase di attuazione la strategia nazionale per le aree interne, con risorse nazionali ed europee complessive per oltre 1,3 miliardi di euro, con l’obiettivo di raggiungere il doppio della popolazione rispetto al periodo 2014-2020.
Sullo stato di avanzamento del PNNR il Governo punta a completare gli interventi programmati, valorizzando il ruolo degli Enti locali come interlocutori e attuatori diretti favorendo la collaborazione e attuando una politica di rigore nella gestione delle risorse.
Non solo risorse finanziarie: il Governo ha sottolineato che il capitale umano è il vero motore delle comunità locali dimostrando con i fatti la semplificazione nelle procedure di assunzione negli Enti locali, per ridurre i tempi e le complessità amministrative. Sono stati previsti maggiori spazi di spesa per il personale, in modo che i Comuni possano rafforzare le proprie dotazioni organiche e competenze interne. Si è puntato a valorizzare competenze e professionalità degli amministratori locali, in particolare dei giovani Sindaci e amministratori che portano nuova linfa alla democrazia partecipata. E’ stato garantito supporto tecnico-amministrativo ai Comuni impegnati nell’attuazione del PNRR, per garantire che non si fermi la fase finale decisiva (“l’ultimo miglio”) che determinerà il successo degli investimenti. E’ opportuno ricordare che al momento dell’arrivo dei fondi non esisteva un piano organizzativo delle risorse umane idonee e formate per concretizzare gli ambiziosi, a volte utopici, obiettivi per i quali sono stati stanziati.
Un capitolo specifico è dedicato alle aree colpite dai terremoti nel Centro Italia, territori che già prima del sisma erano segnati da fragilità demografica e idrogeologica. Il Governo ha concesso i contributi per la ricostruzione privata che hanno raggiunto 11,5 miliardi di euro, permettendo a una famiglia su tre di rientrare nella propria abitazione mentre per la ricostruzione pubblica, sono stati avviati oltre 500 cantieri dei circa 1.200 stimati nei primi sette mesi del 2025. Il cantiere non è solo edilizia, ma ricostruzione sociale e comunitaria, con l’obiettivo di riportare vitalità nei borghi e nelle aree interne.
Di fronte a tutto questo le dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein stridono fortemente con la realtà. Il Partito Democratico, quello della finta abolizione dell Province e degli innumerevoli tagli ai Comuni in nome della famigerata “spending review” e del “ce lo chiede l’Europa” non dice il vero millantando tagli ai Comuni, alla Sanità, agli interventi per aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il nostro impegno continua per garantire che le risorse arrivate vengano effettivamente spese, nel rispetto dei tempi, dai Comuni e dagli Enti locali, per rafforzare ulteriormente i piccoli Comuni e le aree interne, dove le sfide demografiche, infrastrutturali, di accessibilità e opportunità economica sono più acute, per mantenere un vero dialogo continuo tra Governo, Sindaci e Enti locali, affinché le politiche siano costruite con e per i Comuni.
Il Governo ha segnato una forte discontinuità rispetto all’immobilismo del passato compiendo un passo avanti importante nella direzione del rafforzamento degli Enti locali: più risorse, assenza di nuovi tagli, maggiore flessibilità, investimenti sul personale e sulla capacità amministrativa sono tutti segnali concreti.
Continueremo a lavorare per una Italia del Fare, che cresce e compete attraverso i Comuni per la rinascita socio-economico del Paese.